Separazione coniugi: elementi per determinare il mantenimento

Buonasera dopo 37 anni di matrimonio , scopro che mio marito ha l'amante da 6 anni. Ovviamente lui va via di casa. L'ultimo dei miei 3 figli ha 20 anni ed e studente. Concordiamo 650 € al mese più lui paga le utenze di casa. ( io ho un contratto a progetto). Chiedo ma potrei chiedere e ottenere dal suo 50% di appartamento un indennizzo? Dopo 37 anni di matrimonio e l'aver rinunciato alla mia carriera... grazie
Separazione divorzio e modifica delle condizioni (26/05/2017)
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Autore:
Avvocato Livia Achilli
Eredità e Successioni, Recupero Crediti, Sovraindebitamento, Immobili, Famiglia
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Risposta:
La figura dell’indennizzo, in sede di separazione/divorzio, non esiste come istituto. In termini strettamente economici, qualora uno dei due coniugi abbia a pretendere una somma dall’altro, le strade e i principi da seguire sono diversi. I parametri da assumere per disciplinare le vicende economiche e/o patrimoniali tra i coniugi (o ex coniugi) sono i rispettivi redditi e patrimoni, il contributo offerto alla vita familiare, le rispettive esigenze personali e, non da ultimo, il tenore di vita tenuto in costanza di matrimonio. Una volta esaminati, singolarmente e in uno schema d’insieme, i succitati parametri, può avanzarsi una richiesta economica al coniuge, a titolo di mantenimento. Certamente la lunga durata del matrimonio e la dedizione alla famiglia sono parametri suscettibili di considerazione economica, tuttavia, rispetto a quanto ci descrive, abbiamo bisogno di ulteriori precisazioni. In particolare, occorre capire se l’accordo cui Lei fa riferimento sia stragiudiziale o intervenuto in sede di separazione/divorzio; occorre capire se la somma di € 650,00 è destinata esclusivamente a Lei o rientra anche un contributo al mantenimento per il figlio e, ancora, è importante valutare se l’abitazione che menziona sia attualmente abitata dal marito o da Lei con il figlio. Come vede le viariabili che concorrono a comporre l’assetto economico tra due coniugi divisi sono molte e, una volta fatta chiarezza fattuale e procedurale, sarà senz’altro possibile studiare ipotesi di ulteriori e nuove richieste al marito. Consideri che anche in caso di intervenuta separazione o divorzio il nostro Ordinamento prevede l’istituto del ricorso per modifica delle condizioni di separazione. Valuti, inoltre, che in ipotesi di divorzio il coniuge ha diritto di richiedere una percentuale sul TFR, nel caso, del marito, pari alla misura del 40 per cento della liquidazione maturata dal lavoratore, parametrata agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio.
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