Il datore richiede i danni per un progetto e non mi paga. Posso dimettermi per giusta causa?

Progettista disegnatore dipendente. Il datore mi imputa un danno per errore sul progetto, svolto seguendo le linee guida del mio superiore gerarchico, che lo ha approvato. Inoltre, il datore mi deve alcune mensilità. Posso dare dimissioni per giusta causa?

 

Diritto del lavoro (31/03/2020)
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Autore:
Avvocato Egidio Rossi
Diritto del lavoro, Separazione divorzio e modifica delle condizioni, Divorzio breve, Condominio, Recupero Crediti, Risarcimento danni e responsabilità civile, Locazioni ad uso abitativo, Immobili
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Risposta:

Bisogna esaminare due aspetti, ovvero quello della giusta causa di dimissioni e quello del danno contestato dall'azienda.

Sotto il primo aspetto, riteniamo che il mancato pagamento di 4 mensilità possa configurare un'ipotesi di giusta causa delle dimissioni (la giurisprudenza considera sufficienti almeno 2 retribuzioni non corrisposte).

Tuttavia è necessario, e consigliabile, mettere in mora la società prima di presentare le dimissioni, ovvero richiedere formalmente il pagamento delle retribuzioni arretrate preannunciando che, in mancanza, si procederà con la presentazione delle dimissioni per giusta causa.

Quanto, invece, ai presunti danni, occorre premettere che il datore di lavoro, per poter richiedere dei danni al dipendente, deve ottenere una pronuncia giudiziaria con la quale viene accertato sia il danno sia la responsabilità del dipendente nell'aver causato il danno. In sostanza, non basta avviare e concludere un procedimento disciplinare sui fatti che hanno condotto al danno (peraltro nel Suo caso, non ci è dato sapere se ciò è avvenuto), ma è necessario un preventivo accertamento giudiziale del danno prima di poterlo chiedere al dipendente.

Resta inteso che sono fatti salvi gli accordi eventualmente intercorsi tra azienda e lavoratore (ed è proprio questo il motivo per il quale il Suo datore di lavoro sta cercando una sorta di compensazione tra retribuzioni arretrate e presunto danno).

Il consiglio, in ogni caso, è quello di procedere con estrema cautela e assistiti da un legale, evitando di gestire la posizione con l'azienda in autonomia (con particolare attenzione ad eventuali accordi a definizione della controversia, che devono essere tombali e definitivi a tutela di entrambi).

Avvocato Egidio Rossi

 

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