Quali sono le conseguenze del demansionamento del lavoratore?

Assunto ad aprile 2018 da acquedotto pugliese come chimico. 3° livello del CCNL (specificato nel bando di selezione) (1300€/mese). Ho dubbi che il livello di inquadramento sia corretto per la mansione svolta (chimico di laboratorio). come posso verificarlo ed eventualmente far valere i miei diritto, possibilmente senza entrare in contenzioso con l'azienda? Grazie
Diritto del lavoro (09/09/2019)
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Autore:
Avvocato Egidio Rossi
Diritto del lavoro, Separazione divorzio e modifica delle condizioni, Divorzio breve, Condominio, Recupero Crediti, Risarcimento danni e responsabilità civile, Locazioni ad uso abitativo, Immobili
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Risposta:

Occorre premettere che l'articolo 2103 del Codice Civile ha stabilito in modo esplicito che "il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto" e ha vietato così ogni forma di demansionamento, anche pattizia, poiché la stessa finirebbe con il determinare una lesione alla professionalità del prestatore.

Nell'ambito del pubblico impiego, il D.lgs. 165/2001 ha ripreso interamente la disposizione codicistica e si è limitato ad aggiungere solamente che, nel pubblico impiego, le progressioni interne avvengono tramite concorso pubblico.

Da questa premessa si evince pertanto che: 1) il lavoratore non può in alcun modo essere demansionato, nemmeno con accordo tra le parti; 2) l'eventuale demansionamento comporta un danno, sia patrimoniale che non patrimoniale, risarcibile e valutabile dal giudice in via equitativa; 3) la mobilità interna, nell'ambito della pubblica amministrazione, è regolata dalla presenza di concorsi pubblici che divengono un ostacolo insormontabile sia in senso negativo che in positivo ovvero: il lavoratore non potrà ottenere dal giudice il riconoscimento di una qualifica superiore ma, al contempo, il dirigente non potrà assegnare al dipendente una qualifica diversa da quella ottenuta tramite il concorso.

Inoltre, 4) il demansionamento è ammesso solo in casi estremi – a tutela del posto di lavoro – e comunque solo nell'impiego privato; 5) in questo senso, le riforme recenti del pubblico impiego hanno eliminato la possibilità di assegnazione a mansioni inferiori, legittime nella precedente legislazione.

Nel quadro legislativo illustrato riteniamo che, qualora le Sue attuali mansioni siano inquadrabili in una qualifica inferiore rispetto a quella indicata nel bando di selezione (da verificare esaminando il CCNL di riferimento), Lei avrebbe diritto di richiedere all'azienda il ripristino della mansione assegnata in sede di bando, unitamente al relativo livello retributivo (anche arretrato, se il demansionamento è risalente a far data dall'aprile 2018).

 

Avvocato Egidio Rossi

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