E' legittimo il risarcimento in caso di recesso anticipato dal contratto di lavoro?

Buonasera, in fase di colloquio mi era stato comunicato che in caso di recesso anticipato avrei dovuto pagare 500 euro sostenuti dall'azienda per la formazione, nel contratto invece è stata inserita una clausola che obbliga a corrispondere un importo pari alle retribuzioni che sarebbero state corrisposte fino alla naturale scadenza. E' legale tutto ciò? Vorrei sapere inoltre se al termine del contratto, essendo già a conoscenza delle condizioni sfavorevoli del rinnovo, in caso di rifiuto spetterebbe comunque la naspi. Grazie mille
Diritto del lavoro (24/06/2019)
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Autore:
Avvocato Antonella Martufi
Diritto del lavoro, Separazione divorzio e modifica delle condizioni, Condominio, Risarcimento danni e responsabilità civile, Famiglia
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Risposta:

Ai sensi dell'articolo 2119 c.c., sia il datore di lavoro che il lavoratore possono recedere anticipatamente dal contratto a tempo determinato solo in presenza di una giusta causa.

In difetto di una giusta causa, il recesso anticipato è risarcito con una somma pari alle retribuzioni che sarebbero maturate dall'interruzione del rapporto alla naturale scadenza dello stesso.

Contrattualmente le parti possono prevedere una misura risarcitora diversa.

In caso di dimissioni senza giusta causa, nel corso del rapporto o dopo il rinnovo dello stesso, il lavoratore non ha diritto alla NASPI, non sussistendo il requisito essenziale della "involontaria perdita del posto di lavoro".

Avvocato Antonella Martufi

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