Ho pagato l'imu su una casa caduta in eredità. Significa che ho accettato l’eredità?

La madre di mio marito è deceduta 8 mesi fa, lasciando in eredità un conto corrente e un immobile. Mio marito ha reso nota la sua volontà di rinunciare alla casa ma, ingenuamente, ha dato il suo consenso a cointestare il conto della dufunta madre con il padre e il fratello. Non ha mai prelevato nulla e non ha mai firmato nulla. Purtroppo, con quel conto, a dicembre è stato pagato l'imu sulla casa in questione. Ora, dacché io e mio marito vogliamo comprare la nostra prima casa con agevolazioni Consap ed è condizione necessaria l'impossidenza di altri beni immobili, è possibile comunque rinunciare completamente all'eredità? L'aver pagato l'imu ed in particolare averlo fatto con quel conto è già tacita accettazione? Grazie per le risposte e buona giornata.

Eredità e Successioni (17/06/2022)
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Autore:
Avvocato Fabrizio Tronca
Eredità e Successioni, Immobili, Famiglia
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Risposta:

La fattispecie presenta due comportamenti di Suo marito da esaminare in relazione alla loro efficacia come accettazione tacita di eredità: l'intestazione del conto corrente della de cuius e il pagamento di una tassa, l'imu, collegata all'immobile facente parte dell'asse ereditario.

Smarchiamo prima il secondo punto: un orientamento prevalente, e quasi univoco, della nostra giurisprudenza e della dottrina, ritiene che il solo pagamento di imposte non comporti accettazione tacita dell’eredità.

Ciò tanto vale specie in caso di presenza di un immobile nell'asse ereditario: è, infatti, necessaria la trascrizione dell’accettazione avanti a notaio (o, ad esempio, nel momento stesso della venidta dell'immobile in questione) per la sua efficacia e validità.

Più critica appare invece l'intestazione in capo al chiamato all'erdità del conto corrente della de cuius e l'aver pagato l'imu (che come pagamento di per sè non comporta accettazione tacita dell'eredità) proprio con i denari che compongono l'asse ereditario.

Il conto corrente è un contratto concluso con la banca e l'intestazione in vece del de cuius è il subentro nelle posizioni attive del de cuius, che realizza la fattispecie dell'accettazione tacita di eredità.

Sostanzialmente potrebbe quindi ritenersi che con l'intestazione di un cespite ereditario il chiamato all'eredità abbia accettato e, posto che l'accettazione dell'eredità non può essere parziale, abbia ricevuto nel proprio patrimonio anche la casa. 

Parimenti, non può dichiararsi rinuncia all'eredità, né parziale (che non esiste), nè integrale dopo l'accettazione.

 

 

 

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