Prelazione ereditaria: cos'è e quando si applica?

Ho ereditato con testamento olografo la quota di 25/30 di un piccolo appartamento. Posso vendere la mia quota a terzi senza diritto di prelazione?

Eredità e Successioni (17/05/2022)
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Autore:
Avvocato Marta Calderoni
Locazioni commerciali, Eredità e Successioni, Recupero Crediti, Risarcimento danni e responsabilità civile, Immobili, Famiglia
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Risposta:

Per rispondere al Suo quesito, riteniamo opportuno segnalare quanto segue.

La norma rilevante per il caso di specie è l'art. 732 c.c., che disciplina il retratto successorio e la prelazione ereditaria.

Tale articolo stabilisce che: "il coerede che vuole alienare a un estraneo la sua quota o parte di essa, deve notificare la proposta di alienazione, indicandone il prezzo agli altri coeredi, i quali hanno diritto di prelazione. Questo diritto deve essere esercitato nel termine di due mesi dall'ultima delle notificazioni. In mancanza della notificazione, i coeredi hanno diritto di riscattare la quota dall'acquirente e da ogni successivo avente causa, finché dura lo stato di comunione ereditaria. Se i coeredi che intendono esercitare il diritto di riscatto sono più, la quota è assegnata a tutti in parti uguali".

La prelazione ereditaria consiste nell'ipotesi in cui un coerede intende vendere la sua quota ereditaria o parte di essa ad un terzo estraneo alla comunione.

Nel caso di specie, dunque, qualora Lei venda la Sua quota senza che gli atri coeredi siano stati informati della compravendita (tramite regolare notifica della proposta di vendita), costoro avranno diritto al retratto successorio.

L'istituto del retratto successorio consente al coerede leso di riscattare la quota alienata, surrogandosi così al terzo acquirente. Naturalmente, se i coeredi che intendono esercitare il diritto di riscatto sono più di uno, la quota verrà assegnata a tutti in parti uguali.

Tuttavia, uno dei presupposti indispensabili ai fini dell'esercizio del diritto di riscatto è la permanenza della comunione ereditaria: infatti qualora sia intervenuta nel frattempo la divisione ereditaria, il rimedio del retratto successorio non sarebbe più a disposizione dell'erede leso.

Il diritto di riscatto esercitato dal coerede comporta il suo subentro ab origine nella posizione giuridica del terzo acquirente, non essendo necessario un secondo atto per il trasferimento della quota ereditaria. Pertanto, l'esercizio del diritto di riscatto da parte del coerede leso ha efficacia ex tunc, ossia con effetti retroattivi.

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