Genitori donano denaro al figlio per acquisto casa. Cosa succede con l’eredità?

Buonasera, i miei genitori vorrebbero aiutarmi a comprare casa, donandomi una somma di denaro, a cui io aggiungerei i miei risparmi, per completare l'acquisto. Quando un domani i miei genitori non ci saranno più, mio fratello potrebbe avere qualche diritto di rivalsa su quella somma? Ringrazio anticipatamente.

Eredità e Successioni (01/06/2022)
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Autore:
Avvocato Fabrizio Tronca
Eredità e Successioni, Immobili, Famiglia
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Risposta:

La donazione (in questo caso trattiamo di donazione indiretta, posto che i Suoi genitori le regalano del denaro, per acquistare la casa) è negozio giuridico che effettivamente può rilevare in sede di successione (eredità).

È, infatti, previsto che all’apertura della successione del donante, il donatario effettui la collazione[1]: questo istituto comporta che, nella valutazione dell’entità dell’asse ereditario, si tenga conto non solo del valore dei beni lasciati dal de cuius, ma anche dei beni donati.

Ciò al fine di non ledere la quota di legittima degli altri chiamati all’eredità.

Un esempio: Tizio dona a Caio 100. Tizio, al decesso, lascia un patrimonio di 40 e per legge a Sempronio andrebbe 20 e a Caio 20.

Il valore dell’asse ereditario non sarà però 40, ma sarà dato dalla somma del valore della donazione e del valore dei beni ereditari, così componendo un valore di 140.

Se non operasse la collazione, il rischio sarebbe che su 140 Caio avrebbe ricevuti 120 e Sempronio 20, mentre invece – secondo la quota di riserva che spetta a ciascun figlio – il figlio che non ha beneficiato della donazione (Sempronio) dovrebbe conseguire almeno 1/3 dell’asse ereditario e, nell’esempio, 40.

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Per comprendere, dunque, se al momento delle due distinte successioni dei donanti (i genitori) la donazione dovrà essere ridotta, sarà necessario in quel momento conoscere l’entità dell’asse ereditario.

Poiché, ad esempio, fatta 100 la donazione, se l’asse ereditario valesse 600 non vi sarebbe il problema della lesione della quota del fratello escluso dalla donazione, che potrebbe ampiamente soddisfare la propria quota sull’alto valore del patrimonio ereditario.

Un accorgimento, tuttavia, si può già assumere all’atto della donazione: i donanti possono donare con dispensa dalla collazione; ciò significa che già in sede di donazione, i genitori donatari stabiliscono che la quota disponibile della loro eredità (ogni eredità è una vicenda singola) è da imputarsi alla donazione fatta al figlio.

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[1] Art. 737 c.c. I figli e i loro discendenti ed il coniuge che concorrono alla successione devono conferire ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto per donazione direttamente o indirettamente salvo che il defunto non li abbia da ciò dispensati.

 

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