Unioni civili: novità

Passato alla Camera il disegno di legge sulle unioni civili

 Nella sostanza, in base alla nuova legge, si potranno avere quattro macro ipotesi:

  1. Unione civile tra persone dello stesso sesso. Si ricorda che le unioni civili non sono ammesse per persone di sesso diverso: per queste, ovviamente, resta pienamente valida l’opzione del matrimonio.
  2. Matrimonio tradizionale. Il requisito è come noto la diversità di sesso delle persone che costituiscono la coppia. Le persone dello stesso sesso possono ricorrere solo alle unioni civili, ma non al matrimonio tradizionale.
  3. Convivenza di fatto registrata. Riguarda persone di sesso identico oppure diverso. In sostanza si riferisce alle coppie che, pur avendone i requisiti, non sono ricorse al matrimonio tradizionale oppure all’ unione civile. La registrazione del rapporto è effettuata all’Anagrafe e consentirà alla coppia  di beneficiare di alcuni diritti (e doveri). In primis vale segnalare la possibilità di concludere accordi di convivenza: veri e propri contratti che definiscano i profili economici e patrimoniali del vivere comune.
  4. Convivenza di fatto non registrata. Si tratta della fattispecie di convivenza attualmente diffusa. Nel provvedimento di legge non è menzionata. Sarà quindi utile verificare come i Giudici tratteranno questa situazione.

La disciplina applicabile alle unioni civili in molte parti è assimilabile a quella disposta in tema di matrimonio tradizionale.

Alle unioni civili, ad esempio, si applicano disposizioni analoghe in materia di:

  • successioni. In caso di decesso del partner, pensione di reversibilità, trattamento di fine rapporto (Tfr) indennità sostitutiva di preavviso, spettano al partner superstite dell’unione civile; il quale partecipa anche all’eredità nella stessa quota prevista per il coniuge in caso di matrimonio tradizionale.
  • Assetto patrimoniale dell’unione civile. In mancanza di una scelta formulata in sede di costituzione dell’unione civile, la coppia sarà soggetta al regime patrimoniale della comunione dei beni (analoga a quella disposta per il matrimonio tradizionale). I partner sono tenuti a contribuire alle necessità di vita comune dell’unione civile contribuendo in proporzione alla capacità lavorativa di ciascuno.
  • Scioglimento del vincolo istituito con l’unione civile. Dopo aver comunicato all’ufficiale di stato civile la dichiarazione di voler sciogliere l’unione, si potrà chiedere – trascorsi tre mesi - il divorzio vero e proprio con modalità affini a quanto avviene in caso di matrimonio tradizionale.

 

Si ricorda che sono state invece stralciate dal provvedimento di legge le norme relative alla così detta “stepchild adoption” in relazione all’area delle adozioni.

 

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